Afghanistan, venticinque anni fa (Tommaso D'Elia)
Anemone Purpurea
Foto di Tommaso D’Elia, testi di Giovanna Iacono, prefazioni di Gaia Ceriana, Daniela Preziosi, Carlo Canè.
Nel dicembre del 1979 vivevo a New York, a casa di Vitta e Gianky e della piccola Martina, sulla
Quinta Avenue, incrocio con 14° strada, una di quelle poche strade della città che tagliano orizzontalmente Manhattan con un doppio senso di marcia. Undicesimo piano di un lussuoso palazzo yankee, dove il portiere messicano apriva la porta ogni volta che entravi e uscivi. Dormivo nel salone, proprio una stanza spaziosa e d’angolo del palazzo, una finestra continua esattamente sopra le due strade. In fondo down town, Washington square, il Village e ancora più giù le grandi Torri gemelle ..il World Trade Center.
I sovietici in quel mese entravano a Kabul.
Rimasi a New York per qualche tempo ancora, con le grandi luci delle Twin Towers che mi accompagnavano nel sonno e la grande figura delle Torri presente ai miei risvegli.
Ero nel cuore dell’Occidente e non m’aspettavo di trovarci il Sud del mondo. L’incrocio di razze, di povertà e ricchezza, di contraddizioni esplodenti…ah sì…in quell’anno si rischiava di essere uccisi se si andava con i pattini in giro per la città…li rapinavano…strano si poteva morire per dei pattini. Ci misi poco a capire e lo si sentiva già dal rumore delle strade sotto al nostro flat.
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