Oltre 140 milioni di dollari incassati soltanto negli usa, trentacinque anni di permanenza nei cinema (nessun film ha mai fatto altrettanto) e migliaia di fan fedelissimi in tutto il mondo, soprattutto in Italia: ecco cos’è il “Rocky Horror”, uno show nato a teatro e rapidamente trasferitosi sul grande schermo grazie al genio trasgressivo di Richard O’Brien.
I Led Zeppelin dalla A alla Z è la più completa e autorevole guida mai scritta sulla più grande rock band di tutti i tempi. Vengono qui riunite, in ordine alfabetico, centinaia di voci che rappresentano un vero tesoro di informazioni sul gruppo, ottenuto attraverso rigorosissime ricerche e ricco di aneddoti e leggende.
La storia del punk è da qualche anno all’attenzione dei media e del grande pubblico, ma la ritrosia e il rifiuto dei punk a farsi filmare e fotografare hanno generato un vuoto descrittivo.
La scena post-punk inglese 1978-1982. Concepito come un diario di viaggio nel cuore dell’Inghilterra del dopo punk, quando l’estate anarchica dei Sex Pistols aveva fatto esplodere le energie sotterranee di band che univano la volontà di rivolta al puro gusto per la sperime…ntazione.
Jimi Hendrix non ha bisogno di presentazioni. Morto quarant’anni fa a Londra in circostanze non proprio limpide, in questo lasso di tempo è diventato oggetto di un vero e proprio culto che lo ha eletto il “più grande chitarrista di tutti i tempi”.
Dopo le fortunate pubblicazioni delle opere letterarie dei grandi protagonisti della musica moderna (Chet Baker, Miles Davis, Susanne Vega, Pete Townshend) un altro grande evento editoriale minimum fax.
«Suona solo le note necessarie. Le altre cerca di non suonarle»: questo il consiglio che l’amico João Gilberto dava a Enrico Rava quando erano insieme a New York, negli anni Settanta. Un consiglio difficile da seguire per un uomo dalla personalità prorompente e dalla creatività fertilissima, una scelta irrinunciabile per un artista che voglia distillare pure emozioni nella sua musica.
Dall’epoca d’oro del be-bop alla rivoluzione della fusion, la musica di Miles Davis ha attraversato e segnato l’intera storia del jazz. In questo straordinario libro autobiografico (che la «New York Times Book Review» ha definito «un eccezionale contributo alla letteratura jazzistica») Davis racconta l’evoluzione del suo stile, i suoi gruppi, gli album e i concerti, ma anche gli amici, le donne, la famiglia, gli anni bui dell’eroina, i conflitti con i bianchi del mondo della stampa e del potere costituito.
«Le luci della ribalta si attenuano. C’è uno squillo di fanfara, una voce esce da un altoparlante… Signore e signori, vi presento il più famoso musicista del nostro tempo: Duke Ellington!»
James Brown, con gli oltre quattro decenni della sua attività, è uno degli artisti più influenti della musica contemporanea. Dalla svolta fusion inaugurata dal Miles Davis di Bitches Brew, alla discomusic degli anni Settanta, fino al movimento hip hop, pochi musicisti possono dire di non aver mai utilizzato quell’irresistibile ritmo on the one da lui creato nel 1965 con “I Feel Good”. E quasi nessuno – musicista o meno – può dire di non averlo mai ballato.